Marysia, grazie per aver trovato del tempo per parlare con noi. In che fase della stagione ti trovi al momento? Come ti stai preparando?

Ora mi sto avvicinando al momento culminante della stagione: la costruzione delle «massime profondità». Ogni stagione inizia con il «ritorno» sotto la superficie dell’acqua, l’adattamento all’ambiente acquatico e lo sviluppo della tolleranza alla CO2. Si tratta di tante immersioni ripetitive e poco profonde, ma sempre più lunghe. Quando ritrovo il comfort e la sicurezza necessari per fare immersioni molto lente a 20 m, della durata di 4:20-5:00 minuti, comincio ad accorciare i tempi delle immersioni per concentrarmi sull’aumento della profondità. Di conseguenza, una volta raggiunti i 65 m e oltre, rinuncio completamente alle lunghe immersioni di riscaldamento e di solito faccio una sola immersione profonda per allenamento. Oltre all’allenamento in acqua, è importante anche quello a secco: esercizi di consapevolezza e di rafforzamento dei muscoli intorno alla glottide, al palato molle e alla lingua, oltre a esercizi a secco per sviluppare la tolleranza all’anidride carbonica e abituare i polmoni a una forte compressione.

Quanto tempo trascorri lontano da casa per prepararti alla stagione?

- Visto che da anni la mia casa è una valigia, diciamo che sono sempre a casa (ride). Ma parlando seriamente, ogni anno è diverso e nuovo. Faccio immersioni da soli cinque anni, e da quattro a livello professionistico. Ogni anno si aprono davanti a me nuove opportunità e nuove porte: quelle dello sport, quelle del mentoring nel freediving, ma anche, man mano che arrivano i successi, quelle che semplicemente mi aiutano a crescere come persona. Nell’ultimo anno mi sono concentrata di più sul lavoro con le persone, sull’apprendimento e sull’esplorazione di nuove direzioni nel mondo delle immersioni, piuttosto che sui miei allenamenti. E mi piace molto: lavorare con le persone, osservare i loro progressi ed essere parte dei loro successi è ciò che mi spinge a superare i miei limiti.

Qual è il tuo più grande sogno sportivo?

Nemmeno nei miei sogni più audaci avrei immaginato di salire sul podio ai campionati del mondo. E tanto meno di vincere in una qualsiasi disciplina. Eppure, come unica polacca nel freediving in profondità, sono riuscita a salire sul podio per ben due volte. La prima volta sul gradino più alto. Ai campionati del mondo successivi mi sono classificata seconda. Per me è un enorme successo personale. Vincere e arrivare prima è un momento esaltante. Ero sul podio con la medaglia d’oro dei campionati del mondo e la bandiera polacca. È un momento difficile da descrivere a parole, che mi fa sempre tornare alla mente ricordi meravigliosi. Penso che il mio sogno sportivo si sia già avverato. Continuo con costanza a fare il mio «lavoro da formichina» e osservo con curiosità dove mi porterà. Non nascondo però che oggi il mio sogno principale legato al freediving è proprio promuovere questo splendido sport e far conoscere alle persone il mondo sottomarino. Non so se lo sai, ma in qualche modo tutti ne facciamo parte :) Mi trovo molto bene anche nel ruolo di coach per freediver. Dall’inizio dello scorso anno seguo atleti che si preparano per gare di vari livelli, da quelle locali ai campionati del mondo.

Chi è il tuo idolo sportivo?

- Mi ispira molto la storia di Simone Biles. A un certo punto della sua carriera sportiva ha deciso di prendersi cura della propria salute mentale, mettendola al di sopra dei risultati sportivi. Ha sfatato l’idea che un’atleta debba gareggiare a ogni costo. Secondo me ascoltarsi, valutare la situazione con lucidità e ritirarsi dai Giochi Olimpici per prendersi cura della propria salute deve essere stata una decisione incredibilmente difficile. In seguito si è rivelata assolutamente quella giusta. Biles è tornata più forte, più sicura di sé e del proprio corpo. Penso che non sia stato un segno di debolezza, ma, al contrario, di forza, consapevolezza di sé e saggezza. Cerco anch’io di prendere le decisioni sulle gare con buon senso e saggezza, senza lasciarmi guidare dall’ego, che può insinuarsi in modo molto subdolo nella nostra mente sportiva :)

Come ti piace trascorrere il tempo libero? Quali sono i tuoi hobby?

Amo stare all’aria aperta. Quando sono fuori stagione, cerco di andare a un festival musicale e ai concerti degli artisti che mi piacciono. In generale, la musica è molto presente e importante nella mia vita: nelle cuffie durante i viaggi, dall’altoparlante mentre faccio la doccia o suonata con l’handpan, che ogni tanto mi diverto a strimpellare :) Inoltre, fino ai diciotto anni ho praticato la pallavolo con una certa serietà. La passione per la pallavolo è rimasta, quindi oggi, appena posso, gioco per divertimento. Vado anche in bicicletta e ultimamente mi sono appassionata al padel. Amo la montagna e adoro stancarmi per bene facendo attività! Apprezzo anche un buon libro o un bel film. La vita sociale ha un ruolo molto importante per me. Mi piacciono le persone e ho amici meravigliosi. Conoscere gente nuova è un mio hobby. Cerco quindi di uscire ogni tanto e trascorrere del tempo di qualità in compagnia. Come vedi, ho bisogno di varietà e di equilibrio.

Hai un posto al mondo in cui torni e in cui sogni di ritrovarti il più presto e il più spesso possibile?

- Un posto preferito? Non ce n’è uno solo… Ci sono molti luoghi a cui sono affezionata e in cui mi piace tornare. In questo momento, l’idea di fermarmi in un unico posto mi spaventa un po’. Oggi sono i miei viaggi a essere dettati dal freediving. Ovunque vada, cerco di fare in modo che quella «puntina» indichi proprio il posto in cui desidero davvero andare, consapevolmente. Penso che nella maggior parte dei luoghi si possa trovare qualcosa che fa al caso proprio. Sento di essere in sintonia con me stessa e, anche se mi piace stare in mezzo alle persone, mi trovo benissimo anche da sola. Questo mi aiuta molto ad adattarmi, esplorare e apprezzare i luoghi in cui mi trovo.

Ti interessano gli orologi?

- Adoro gli orologi! Oltre a essere un oggetto pratico, per me un orologio è il complemento perfetto per un outfit. Lo considero un gioiello.

Quale modello di orologio Balticus ti piace di più?

Il mio preferito in assoluto è BALTICUS STARDUST METEORYT 37MM. È elegante, ma anche grintoso. Sta benissimo con un look sportivo, completa alla perfezione una giacca e crea un abbinamento di stile persino con un vestito. Mi piace il suo colore oro e argento: questa combinazione lo rende estremamente versatile.

Perché hai deciso di collaborare con la nostra azienda?

- All’inizio mi ha conquistata il nome: «Balticus», come il nostro Mar Baltico. E il mare è il mio «ufficio» :) Rappresento la Polonia sulla scena internazionale, quindi sono particolarmente felice che Balticus sia un marchio polacco. Ma la cosa più importante è che gli orologi Balticus sono davvero bellissimi e unici. Voglio collaborare con marchi in cui mi riconosco davvero o che semplicemente mi piacciono sinceramente. Voglio promuovere prodotti che userei io stessa e che si integrano naturalmente nella mia vita. Prima di avviare la collaborazione ho conosciuto Łukasz. Abbiamo parlato e mi è piaciuto il modo in cui viene raccontato il marchio Balticus. Sento davvero che mi rispecchia molto.

Cosa ti aspetti da questa collaborazione?

- Soprattutto, spero in una collaborazione a lungo termine, basata sulla fiducia reciproca e su valori condivisi. Apprezzo i marchi che sostengono gli atleti in modo autentico e vogliono costruire insieme storie capaci di ispirare. Spero che insieme potremo promuovere non solo il marchio Balticus, ma anche il freediving: uno sport che insegna la perseveranza, la calma e a superare i propri limiti. Vorrei che fosse una collaborazione in cui entrambe le parti si ispirano e crescono a vicenda.

Ricordi il tuo primo orologio? Che modello era?

- Sì, mi è sempre piaciuto portare un orologio al polso. Devo ammettere con un sorriso che il primo che ricordo era il famoso «orologio» degli anni ’90, quello per bambini a forma di lecca-lecca Chupa Chups. Per me era un gadget così prezioso che ho resistito a lungo alla tentazione di mangiarlo (ride). Puoi quindi immaginare quanto apprezzi oggi, da adulta, la maestria di un vero orologio realizzato con cura. Ultimamente guardo molto spesso il mio polso. Ci trovo il STARDUST METEORYT 37MM oppure il NEW SKY nella versione rosa, con un bracciale color oro rosa. Ricordo anche che per il mio diciannovesimo compleanno ho ricevuto un orologio Skagen. Era color oro e argento, molto femminile e delicato.

Torniamo al freediving. La tua disciplina preferita è considerata di nicchia in Polonia. Cosa si dovrebbe fare per renderla più popolare?

Il freediving sta pian piano facendo capolino. Da noi è poco popolare perché finora non abbiamo avuto ambienti acquatici particolarmente adatti per iniziare questa straordinaria avventura. Da cinque anni, non lontano da Varsavia, c’è la piscina più profonda d’Europa. Penso che sia proprio grazie a questa struttura che il mio sport ha cominciato a diventare più popolare in Polonia. Credo che il nostro sport sia sulla strada giusta :) Vorrei aiutare le persone a capire che, in qualche misura, ognuno di noi è un freediver. Lo dimostrano le reazioni dell’organismo note come «riflesso d’immersione dei mammiferi». Vi invito di cuore ad approfondire l’argomento.

Come valuti il livello del freediving polacco?

Il freediving polacco è fantastico. Siamo uno dei Paesi leader al mondo! Nel freediving in piscina abbiamo atleti assolutamente straordinari. Quanto al freediving in profondità, la disciplina che pratico, l’anno scorso tre uomini e io siamo saliti sul podio dei campionati del mondo.

Cosa diresti ai genitori per convincerli a lasciare che i figli pratichino questa disciplina?

- Oh, ricordo quando i miei genitori assistevano alle mie prime gare. Erano molto preoccupati. Mi è capitato alcune volte di concludere una gara in stato di forte ipossia e, a volte, con un blackout. All’inizio i miei genitori reagivano con apprensione e paura. Aggiungo che queste cose succedono quando cerchiamo di superare i nostri limiti. Un blackout ha un aspetto terribile. In realtà, quando lo si vive, non è poi così spaventoso. È un’esperienza utile, che però è meglio evitare.

Ai genitori che temono per i figli che si avvicinano al freediving consiglierei di informarsi sulla sicurezza in questo sport e sulla fisiologia dell’immersione in apnea. Il freediving è davvero molto più accessibile di quanto si possa pensare.

Quali sono i rischi delle immersioni? Si può considerare pericolosa la tua disciplina?

Naturalmente il freediving comporta dei rischi, come qualsiasi altro sport. A mio parere, il principale fattore di rischio è la variazione della pressione che si verifica sott’acqua man mano che si scende. È molto significativa. La profondità va aumentata gradualmente, senza imprudenze. Bisogna imparare a compensare correttamente la pressione per evitare i barotraumi, come per esempio un trauma da pressione ai polmoni o la perforazione del timpano. Nonostante questo fattore, ritengo che sia un’attività piuttosto sicura, se praticata nel rispetto delle regole di sicurezza che si imparano durante un corso di freediving.

Che cosa si prova durante una discesa libera? A cosa si può paragonare questa sensazione?

- È difficile descrivere quello che provo, perché non avevo mai vissuto prima niente di simile. Non riesco a paragonarlo a nessuna sensazione che conosca sulla terraferma. È qualcosa di molto speciale. I polmoni si comprimono man mano che scendiamo. A un certo punto diventiamo negativamente galleggianti: significa che i polmoni non funzionano più come una boa naturale. A quel punto cominciamo a scendere. È come un volo controllato verso il fondo. Un volo che possiamo interrompere in qualsiasi momento per tornare verso la superficie. Qualcosa di meraviglioso :)

Cosa ti ha dato il freediving? Ti ha insegnato qualcosa?

Il freediving mi ha insegnato l’umiltà e la calma. Ho anche imparato a gestire meglio lo stress in situazioni in cui prima avrei perso le staffe o reagito d’impulso. Come ho già detto, l’acqua è un’ottima insegnante. La profondità riesce a rispecchiare perfettamente il nostro stato d’animo. Sento che questa disciplina elimina l’ego e che praticarla con costanza costruisce fiducia in sé, una fiducia però umile, discreta e silenziosa.

Che cosa serve per iniziare a praticare questa disciplina? 

- Penso che bisogna amare davvero l’acqua, o almeno esserne incuriositi. L’acqua racchiude un intero spettro di esperienze straordinarie, dalle sensazioni fisiche a tutto ciò che possiamo vedere sott’acqua! Secondo me, il successo nel freediving dipende dalla costanza e dalla pazienza. L’acqua mette davvero alla prova l’ego e l’impazienza. Bisogna anche imparare ad accettare il disagio. Per superare i miei limiti, spesso devo affrontare i miei demoni e le mie paure, e non è affatto piacevole. Ma la ricompensa è impagabile! Si imparano un ottimo autocontrollo, la capacità di gestire lo stress e la calma :)

Può anche diventare uno stile di vita? Devi svolgere un altro lavoro?

Meno di un anno fa ho lasciato il lavoro di grafica per dedicarmi a tempo pieno al freediving. È successo da poco, quindi per ora è difficile valutare che effetto avrà sul mio portafoglio. Di certo non è facile, ma posso dire senza esitazioni che non me ne pento. Anche se guadagno meno, mi sento molto felice.

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